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Agroalimentare

L’Alta Marmilla conserva sapori e profumi millenari frutto di una felice unione fra natura e mano dell’uomo. Ogni suo angolo racconta una storia gastronomica che ci parla di un popolo, delle sue abitudini e del suo vivere l’ambiente. L’arte della cucina infatti affonda le proprie radici nelle più remote tradizioni legate alla cultura contadina come espressione di Linguaggio e Cultura.

È una cucina che vanta pietanze semplici e genuine in una serie di piatti espressione dell’economia agro-pastorale e dei decorsi stagionali. Una piacevole geografia di sapori che va dai ravioli tipici di Baradili, alle lorighittas di Morgongiori, sino ad arrivare ai tradizionali secondi di carne, con il caratteristico maialetto arrosto aromatizzato con l’essenza tutta mediterranea del mirto, i piedini di maiale in gelatina, sa pudda prena (il pollo ripieno), per poi passare ai gustosissimi formaggi locali di lavorazione artigianale. Per finire, un’infinità di fragranti dolci permette di completare il goloso viaggio gastronomico alla scoperta delle tante prelibatezze create dalle sapienti mani delle donne del luogo: gueffus, pani ‘e saba, gattò, biancheddus, ect. Il confezionamento del gattò era una vera e propria arte effimera. In occasione dei matrimoni, infatti, la sua pasta, foggiata con arte, dava vita a delle splendide figure fitomorfe.

Al caratteristico pani ‘e saba, confezionato con la sapa, il mosto cotto, Sini dedica la omonima sagra che si. I dolci di mandorla, invece, trovano la loro vetrina espositiva nella Sagra della Mandorla che si tiene a Baressa, in occasione della quale è possibile rivisitare le antiche botteghe artigiane del centro storico.