L’area nel suo complesso si caratterizza, per una notevole omogeneità del sistema insediativo riconducibile ad un fitto reticolo di centri urbani di piccole o piccolissime dimensioni con un importante patrimonio edilizio, retaggio di un’antica tradizione contadina.
Buona parte di tali abitazioni mantiene ancora oggi la connotazione originaria, con la corte murata, sintesi perfetta tra lo spazio dell’abitare e lo spazio del lavoro. Costruite in ladiri (mattoni di terra cruda) o pietra rappresentano spesso la sintesi (di cui è emblema il portale) tra la tradizione architettonica romana della casa a corte e quella arabo mediterranea del labirinto e dei vicoli.
La risorsa forestale, l’ambiente agricolo, il contesto urbano costituiscono gli elementi ambientali e paesaggistici di maggior spicco del nostro territorio, che necessariamente abbisognano di interventi di mantenimento e salvaguardia. Per questo, in parallelo con la piena tutela degli ambiti a vocazione naturalistica integrale, anche la salvaguardia e razionalizzazione delle attività agricole diventa un presupposto essenziale della tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Per “Paesaggio”, si intende un ecosistema paesistico concreto, integrato da esseri viventi, fra cui l’uomo, e le sue opere: un insieme di sistemi ecologici dinamici in cui le componenti ambientali di maggiore rilievo, suolo, vegetazione, acqua, clima, fauna, interagiscono fra loro, ricevendo inoltre le importanti pressioni modificatorie degli interventi antropici. Gli interventi dell’uomo hanno prodotto e producono modificazioni dell’ambiente che incidono sugli equilibri ecosistemici ambientali in modo rilevante. Non si deve comunque pensare che gli interventi antropici, nella loro applicazione ai sistemi ambientali e al paesaggio, esprimano solamente effetti di impatto sull’ambiente di valenza negativa: in molti casi, anzi, l’azione dell’uomo può favorire il riequilibrio di alcuni sistemi naturali o seminaturali.
Non si può puntare alla salvezza di singoli beni culturali e ambientali e delle tracce materiali della memoria collettiva se non ridando senso alla dimensione storica naturalistica e culturale complessiva del territorio nel quale essi ricadono e sul quale viviamo. Non è un caso che l’evoluzione disciplinare della pianificazione si basi proprio su nuove teorie e metodi di costruzione dei contenuti della pianificazione paesistica: il “paesaggio” inteso come l’insieme dei “segni” della natura e della storia che restituisce i caratteri e l’identità del territorio, riconduce ad una valutazione integrata dei beni culturali ed ambientali presenti nel territorio. Non è senza ragione, quindi, che l’attività dell’Agenzia è rivolta anche ad individuare azioni innovative, espressione del bisogno di rinascita, che orienti verso la qualità una tendenza della nostra civilizzazione al fine di generale nuove e più fertili relazioni fra insediamento umano e ambiente.