| |
Archeologia
Il
patrimonio archeologico del territorio dell’Agenzia
di Sviluppo Due Giare è assolutamente imponente.
Sono molte le aree di grande interesse archeologico
disseminate nel territorio. Testimonianze che
ci riportano indietro nei millenni, a quei Sardi
che verranno, in seguito, appellati “adoratori
di lapides”, quasi a volerne testimoniare
l’importanza e l’operosità
dei suoi abitanti, segni di un popolo straordinariamente
legato alla sua Terra e alla sacralità
del legame con questa.
Merita
una visita la Valle dei menhir di Villa S’Antonio
(con il menhir di Cuccuru Tundu, alto quasi sei
metri, e quelli di Carapassa e Tuturicchiu), i
menhir allineati di Asuni e Nureci, Su frucoi
de Luxia Arrabiosa in territorio di Morgongiori.
Le domus de janas di Genna Salixi, Serra Longa
(Villa Sant’Antonio), Sa domu ‘e is
caombus (Morgongiori) sono solo alcune fra le
tante tracce del culto dei morti del popolo prenuragico
che suggellò un forte legame con la Terra,
con la Grande Dea Madre. Il gran numero di officine
litiche disseminate sui versanti del Monte Arci
si offrono come singolare testimonianza del grande
mercato legato all’estrazione della preziosa
ossidiana
che prese avvio 8000 anni fa e che si irradiò
in tutto il territorio sardo, nella Corsica, Italia
Settentrionale, Provenza e Catalogna.
Il villaggio di Bruncu ‘e S’Omu (Villaverde),
il tempio Sa Grutta ‘e Is Caombus, un sotterraneo
naturale raggiungibile tramite due lunghe rampe
di scale che custodiscono simboli legati alla
sacralità del luogo (Morgongiori), i templi
ipogeici di Scaba Cresia (Morgongiori) e San Salvatore
(Gonnosnò), legati al culto dell’acqua,
assieme ai numerosissimi nuraghi, di cui l’intero
territorio si trova costellato, sono, invece,
i simboli della cultura autoctona della Sardegna,
quella Nuragica.
Cospicui sono, inoltre, i resti archeologici che
ci riportano alla dominazione romana, a partire
da Uselis, centro di fondazione tardo-repubblicana,
denominata Iulia Augusta Uselis, avamposto con
la funzione di controllo delle vie di comunicazione
verso il Sarcidano e le Barbagie, e alla precedente
dominazione punica, di cui ci rimane il complesso
megalitico di Corona ‘e Crobu, presso Nureci.
Infine
la religiosità dei tanti templi ipogeici
per il culto delle acque, da Morgongiori (Sa grutta
‘e is Caombus, Scaba Cresia) a Gonnosnò
(San Salvatore).
Dell’epoca storica ricordiamo, tra gli altri,
i resti della colonia romana di Iulia Augusta
Uselis, avamposto militare nei pressi dell’attuale
Usellus
Nonostante
le risorse siano varie e di notevole qualità,
ancora oggi non esiste nessuna unità di
gestione.
Siti
più rilevanti e interessati da interventi
di recupero: |
|